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Siedo su di un precipizio
sotto di me vedo migliaia, ma che dico,
milioni d'anime che camminano,
troppo prese da altro per accorgersi
di me che le osservo.
Dietro di me non c'è nulla
solo la porta della scala antincendio
da cui sono salito, qualche tubo
e infondo intravedo due antenne satellitari.
Una folata di vento.
Un mozzicone di sigaretta mi sfiora le dita,
tra il mio fianco e il mio palmo appoggiato
s'adagia infine.
Dietro di me c'è il nulla, eppure m'immagino
ci sia tutto ciò che in vita ho odiato,
amato o evitato, e tutto è posato là,
su di quel terreno di cemento.
Sotto di me le persone continuano a camminare,
non vogliono fermarsi, non possono forse.
Chissà se si fermassero, forse s'accorgerebbero
che il sole è tramontato più volte di quante
ne abbiano contate.
Vi guardo, piccole dolcissime pulci,
poiché io sono in alto e vedo,
anche se molto triste
sono più in alto...e osservo
ancora per un po'.
E capisco che quel briciolo di sicurezza
per cui avete barattato la vostra libertà
è un'insulto
a me, a voi e alla nostra anima.